Il
nome deriva dalla popolazione italica di ceppo indoeuropeo, che
si insediò nella regione verso la fine del X secolo. Sul finire
del IV sec. a.C. con il trattato di alleanza che Roma stipula
con i Camerti e poi con i Piceni tutto il territorio viene
incorporato a vario titolo nello stato romano.
Nel I sec. a.C. vengono creati i primi municipi, alcuni dei
quali restano fino ad oggi, nella seconda metà del I sec. d.C.
inizia la crisi economica e politica dei municipi, che divenne
decadenza inarrestabile a partire dal V secolo d.C.. Dal V all'
VIII secolo d.C. è attraversata da Goti, Longobardi e Franchi e
i centri di pianura o in posizioni strategicamente deboli
vengono abbandonati o distrutti.
Al
loro posto talora sorgono le pievi e, qualche secolo più tardi,
abbazie e conventi.
I centri medievali si insediano sulla sommità delle colline,
facendo sorgere assi stradali collinari dai monti al mare.
Dal 756 al 1860 un millennio vissuto nel segno della
riorganizzazione ecclesiastica, a cui si associano o si
sostituiscono più tardi nel potere politico e militare le nuove
autorità municipali e quindi le Signorie.
Poi
a partire dalla metà del sec. XV, la vita politica e civile
delle città maceratesi si assoggetta definitivamente al governo
dello Stato Pontificio e si svolge prevalentemente nell' orbita
civile, sociale ed economica della città di Roma.
La costituzione della provincia di Macerata, con gli attuali
confini e con capoluogo la città di Macerata risale al 1860.
La città di Macerata sorge sulle dolci colline marchigiane; la
visita alla città è consigliata specialmente in primavera ed in
autunno, quando le temperature sono miti e le giornate fresche.
Di
seguito sono riportati i principali monumenti della città.
Lo Sferisterio fu costruito grazie alla "generosità di 100
consorti" maceratesi per il gioco della palla (sphaera) col
bracciale, disciplina sportiva in voga nelle marche dal secolo
XV sino alla metà dell'800. I lavori, iniziati il 2 ottobre
1820, si protassero sino al 1829 quando finalmente il 5
settembre, in un eccezionale clima di festa popolare, lo
Sferisterio venne augurato.
Nel
1921, per la prima volta, si allestì un'opera lirica: una
memorabile edizione di "Aida", voluta dal maceratese conte Pier
Alberto Conti, richiamò spettatori da ogni parte d'Italia.
L'anno successivo si tenne un'applaudita edizione de "La
Gioconda". Dal 1967, ogni estate, le Stagioni Liriche dello
Sferisterio richiamano il pubblico più esigente ad applaudire
originali proposte e cast prestigiosi in una struttura
felicissima, monumentale ma intima, che garantisce una perfetta
visibilità ed una eccellente acustica.
Il teatro Lauro Rossi fu realizzato nel XVIII secolo su disegno
di Antonio Bibbiena.
L'elegante
sala a tre ordini di palchi è stata riportata da un recente
restauro alle originarie fattezze settecentesche. Stucchi, finti
marmi policromi nei toni argento-azzurro, verde e oro fanno del
"Lauro Rossi" un gioiello dell'arte del '700, unico in Italia.
La Pinacoteca comunale contiene una ricca collezione d'arte
antica e moderna. Si trova in piazza Vittorio Veneto 2, nel
centro storico, a due passi dalla piazza centrale di Macerata.
E' visitabile tutti i giorni tranne la domenica pomeriggio e il
lunedì mattina. La donazione di Tommaso Maria Borgetti,
risalente al 1835, costituisce il primo nucleo di quadri della
Pinacoteca. Successivamente, nel 1860, il pittore Antonio
Bonfigli donò 26 dipinti per la costituzione di una "Pinacoteca
patria" che, dal 1937, insieme ad altri quadri preesistenti, ha
trovato sistemazione nella sede attuale.
Fra
le opere figurano dipinti di Carlo Crivelli, Giovanbattista
Salvi, Carlo Dolci, Michele Rocca detto il Parmigiano, Domenico
Corvi, Carlo Maratta, Giacomo da Recanati, Alessandro Turchi l'Orbetto,
Federico Barocci e numerosi altri. Dipinti d'arte fiamminga,
italiana, napoletana e veneta, insieme a ritratti di illustri
maceratesi, completano l'interessante e pregevole raccolta. La
Pinacoteca, oltre alla collezione d'arte antica, conserva
importanti testimonianze dell'attività artistica nel nostro
secolo, quali l'Anticamera di Casa Zampini dell'architetto
maceratese Ivo Pannaggi, progettata nel 1925 e la sala del
Secondo futurismo a Macerata. La raccolta è costituita da opere
provenienti da tre premi nazionali di pittura contemporanea
"Scipione", da acquisti effettuati dall'Amministrazione comunale
e da donazioni di artisti italiani e stranieri, in occasione di
loro mostre personali. È allestita in una sala che ospita una
scelta di 66 opere, fra le quali ricordiamo quelle dei pittori
Luigi Spazzapan, Emilio Vedova, Bruno Cassinari, Zaran Music,
Osvaldo Licini, Corrado Cagli, Giacomo Soffiantino, Giuseppe
Zigaina, Domenico Cantatore, Adriana Pincherle, Antonio
Calderata, Luigi Bartolini, Aligi Sassu, Alik Cavaliere, Giulio
Turcato. Esposte anche numerose opere di qualificati artisti
maceratesi.
Centro della città è la piazza della Libertà, sulla quale
prospettano edifici pubblici e monumentali: il Palazzo del
Comune, la loggia dei Mercanti, il Palazzo della Prefettura, la
Chiesa di San Paolo, la Torre dell'Orologio e il Teatro Lauro
Rossi. Nel lato settentrionale della piazza domina il Palazzo
della Prefettura, grande e austero edificio in cotto, antica
residenza dei legati pontifici. Ha un portale marmoreo del 1509
dalle ricche candelabre e a destra di esso tracce di archi
ogivali del sec. XIII, della prima costruzione. Nel lato
orientale della piazza, prospetta la chiesa di San Paolo,
costruita tra il1623 e il 1655 dal milanese Padre Ambrogio
Mazenta, la facciata è grezza, in cotto. La chiesa venne
officiata fino al 1810 dai Barnabiti. Nel 1830 il governo
pontificio cedette la chiesa al Comune, adibita a magazzino
durante le guerre mondiali, è stata poi restaurata e attualmente
accoglie mostre d'arte. A destra della chiesa, sotto un voltone,
si trova l'ingresso al Palazzo dell'Università, edificio
seicentesco che un tempo ospitava il collegio Barnabiti.